I primi
responsabili di questa deviazione, a quanto sembra sono
i pastori protestanti Anderson e Desaguliers che
redassero le Costituzioni della Gran Loggia
d'Inghilterra, pubblicate nel 1723 e che fecero
scomparire tutti gli antichi documenti su cui poterono
mettere le mani perché non ci si accorgesse delle
innovazioni che introducevano e anche perché questi
documenti contenevano delle formule che essi
consideravano limitanti, come l'obbligo di fedeltà a
Dio, alla Santa Chiesa e al Re segno incontestabile
della origine cattolica della Massoneria. I protestanti
avevano preparato questo lavoro di deformazione mettendo
a profitto i quindici anni che passarono tra il ritiro
di Christophe Wren, ultimo Gran Maestro della Massoneria
antica (1702) e la fondazione della nuova Grande Loggia
d'Inghilterra (1717). Tuttavia lasciarono sussistere il
simbolismo, senza dubitare che questo per chiunque lo
capisse, testimoniava contro di essi con tanta eloquenza
quanto i testi scritti, che d'altro canto non erano
riusciti a distruggere del tutto. Ecco riassunto molto
brevemente, quel che dovrebbero sapere tutti coloro che
vogliono combattere efficacemente le tendenze
dell'attuale Massoneria (da Etudes Traditionnelles)
René Guénon: Studi sulla Massoneria e il Compagnonaggio Arktos
Edizioni,
Carmagnola
1991,
285 + 285 pagg.,
Vol.1 & 2 (in distribuzione) - €
40,00
- ISBN 9788870490398
N.B. "Facciamo
notare come la presente edizione di 'Arktos' è assai più
completa di quella pubblicata dall'editore 'G. Casini',
il che giustifica ampiamente la differenza di prezzo tra
le due edizioni."
Un
articolo di Armand Bédarride, apparso nel numero di
maggio 1929 de Le Symbolisme, e del quale abbiamo
già parlato nelle nostre recensioni delle riviste, ci
sembra possa dar luogo ad alcune utili riflessioni.
Questo articolo, intitolato Les Idées des nos
Précurseurs, tratta delle corporazioni del Medioevo,
viste come le trasmettitrici del loro spirito e delle
loro tradizioni alla Massoneria moderna. Innanzi tutto,
notiamo che la distinzione fra "Massoneria operativa" e
"Massoneria speculativa" ci sembra debba essere intesa
in un senso del tutto diverso da quello che
ordinariamente le viene attribuito. In effetti, molto
spesso ci si immagina che i Massoni "operativi" fossero
solo dei semplici operai o artigiani, e niente di più, e
si pensa che il simbolismo, nei suoi significati più o
meno profondi, sia sopraggiunto solo tardivamente, in
seguito all'ammissione nelle organizzazioni corporative
di persone estranee all'arte del costruire. Questo,
comunque, non è il caso di Bédarride, il quale invece
cita un gran numero d'esempi, in particolare nei
monumenti religiosi, di figure il cui carattere
simbolico è incontestabile; in particolare egli parla
delle due colonne della cattedrale di Würtzbourg, "che
provano - dice - che i Massoni costruttori del XIV
secolo praticavano un simbolismo filosofico", il che è
esatto, ma, è ovvio, solo a condizione che lo si intenda
nel senso di "filosofia ermetica" e non secondo
l'accezione corrente; poiché allora si tratterebbe
semplicemente della filosofia profana, la quale, fra
l'altro, non ha mai fatto uso di un simbolismo
qualunque. Gli esempi si potrebbero moltiplicare
indefinitamente: la stessa pianta delle cattedrali è
eminentemente simbolica, come abbiamo avuto modo di
sottolineare in altre occasioni; e occorre aggiungere
che, fra i simboli usati nel Medioevo, oltre a quelli di
cui i Massoni moderni hanno conservato il ricordo, pur
non comprendendone più il significato, ce ne sono molti
altri di cui essi non hanno la minima idea(1).
[...]
Secondo noi,
occorre andare in qualche modo contro l'opinione
corrente e considerare la "Massoneria speculativa",
sotto molti aspetti, come una degenerazione della
"Massoneria operativa". In effetti, quest'ultima era
veramente completa nel suo ordine, dal momento che
possedeva insieme la teoria e la pratica
corrispondente; e questa sua denominazione, sotto
questo aspetto, può essere intesa come un'allusione
alle "operazioni" dell'"arte sacra", di cui la
costruzione secondo le regole tradizionali era una
delle applicazioni. Quanto alla "Massoneria
speculativa", che d'altronde è nata nel momento in
cui le corporazioni di costruttori erano in piena
decadenza, la sua denominazione indica molto
chiaramente che essa è limitata alla "speculazione"
pura e semplice, vale a dire ad una teoria senza
alcuna realizzazione; e certamente sarebbe un errore
dei più strani se si volesse considerare un tal
fatto come un "progresso". Se si fosse trattato solo
di un impoverimento, il male non sarebbe poi così
grande com'è in realtà, ma, come abbiamo detto più
volte, all'inizio del XVIII secolo si è verificata
in più una vera deviazione al momento della
costituzione della Gran Loggia d'Inghilterra, la
quale fu il punto di partenza di tutta la Massoneria
moderna. Per il momento non insisteremo oltre, ma
teniamo a sottolineare che, se si vuol comprendere
veramente lo spirito dei costruttori del Medioevo,
queste osservazioni sono del tutto essenziali;
diversamente ci se ne fa un'idea falsa o, quanto
meno, molto incompleta. Un'altra idea che è
altrettanto importante rettificare, è quella secondo
la quale l'impiego di forme simboliche sarebbe stato
semplicemente imposto da ragioni di prudenza. Che,
talvolta, queste ragioni siano esistite non lo
contestiamo, ma si tratta solo dell'aspetto più
esteriore e meno interessante della questione; lo
abbiamo già detto a proposito di Dante e dei "Fedeli
d'Amore"(2), e lo possiamo ripetere per ciò che
riguarda le corporazioni dei costruttori, tanto più
che han dovuto esserci dei legami molto stretti fra
tutte queste organizzazioni, molto diverse in
apparenza, ma tutte partecipi delle stesse
conoscenze tradizionali(3). Ora, il simbolismo è
precisamente il modo d'espressione normale delle
conoscenze di questo tipo, ed è questa la sua vera
ragion d'essere, in tutti i tempi ed in tutti i
paesi, anche lì ove non vi è proprio nulla da
dissimulare; e questo, molto semplicemente, perché
vi sono delle cose che, per loro stessa natura, non
possono esprimersi altrimenti che sotto tale forma.
L'errore di cui si tratta, che si commette troppo
spesso e di cui ritroviamo in un certo modo l'eco
nell'articolo di Bédarride, ci sembra avere due
cause principali: la prima è che, generalmente, si
conosce molto male in che cosa consistesse il
Cattolicesimo del Medioevo. Non bisogna dimenticare
che, come vi è un esoterismo musulmano, all'epoca vi
era anche un esoterismo cattolico, vale a dire un
esoterismo che aveva il suo punto d'appoggio nei
simboli e nei riti della religione cattolica e che
si sovrapponeva a questa senza opporvisi in alcun
modo; non c'è dubbio che certi ordini religiosi
furono ben lontani dall'essere estranei a tale
esoterismo. Se la tendenza della maggior parte dei
Cattolici attuali è di negare l'esistenza di queste
cose, ciò prova solamente che essi non sono meglio
informati, a proposito, del resto dei nostri
contemporanei. La seconda causa dell'errore in
questione consiste nel fatto di immaginare che ciò
che si nasconde sotto i simboli siano quasi
unicamente delle concezioni sociali o politiche(4),
in realtà si tratta di ben altro.
Le concezioni di
questo genere, agli occhi di coloro che possedevano
certe conoscenze, potevano avere solo un'importanza
parecchio secondaria, quella di una possibile
applicazione fra tante altre; e aggiungiamo anche
che ovunque hanno finito con l'occupare uno spazio
troppo grande e col diventare predominanti, esse
sono state invariabilmente una causa di
degenerazione e di deviazione(5). E non è
esattamente questo che ha fatto perdere alla
Massoneria moderna la comprensione di ciò che essa
conserva ancora dell'antico simbolismo e delle
tradizioni di cui sembra essere, bisogna ben dirlo,
malgrado tutte le sue insufficienze, l'unica erede
nel mondo occidentale? Se ci si obietta che, a
riprova delle preoccupazioni sociali dei
costruttori, esistono le figure satiriche e più o
meno licenziose che si riscontrano talvolta nelle
loro opere, è facile rispondere: queste figure sono
destinate, soprattutto, a confondere i profani, i
quali si fermano all'apparenza e non riescono a
cogliere quello che di più profondo esse
dissimulano. D'altronde, si tratta di qualcosa che è
ben lungi dall'essere specifico dei costruttori;
certi scrittori, come Boccaccio e Rabelais
soprattutto, e molti altri ancora, hanno adottato la
stessa finzione ed hanno usato lo stesso
procedimento. C'è da credere che questo stratagemma
sia ben riuscito, poiché ancora oggi, e senza dubbio
più che mai oggi, i profani continuano a cascarci.
Se si vuole andare in fondo alla questione, occorre
vedere nel simbolismo dei costruttori l'espressione
di alcune scienze tradizionali, che si riallacciano
a quello che, in maniera generale, si può indicare
col nome di "ermetismo". Ora, dal momento che noi
parliamo qui di "scienze", attenzione a non pensare
che si tratti di qualcosa di paragonabile alla
scienza profana, la sola conosciuta da quasi tutti i
moderni; e sembra che una tale assimilazione
traspaia anche in Bédarride, il quale parla di
"forma mutevole delle conoscenze positive della
scienza", il che si adatta propriamente ed
esclusivamente alla scienza profana; e che,
prendendo alla lettera delle immagini puramente
simboliche, crede di scoprirvi delle idee
"evoluzioniste" ed anche "trasformiste", idee che
sono in totale contraddizione con ogni dato
tradizionale. Già in molti nostri lavori abbiamo
sviluppato a lungo la distinzione essenziale fra la
scienza sacra o tradizionale e la scienza profana, e
quindi non pensiamo di ripetere qui tutte quelle
considerazioni, non di meno abbiamo ritenuto
opportuno richiamare una volta di più l'attenzione
su questo punto capitale. E concludiamo in breve:
non è senza ragione che Giano, presso i Romani,
fosse insieme il dio dell'iniziazione ai misteri e
il dio delle corporazioni di artigiani; e non è
parimenti senza ragione che i costruttori del
Medioevo conservassero le due feste solstiziali
dello stesso Giano, feste divenute, col
Cristianesimo, quelle dei due San Giovanni,
d'inverno e d'estate; e quando si conosca il nesso
esistente fra San Giovanni e l'aspetto esoterico del
Cristianesimo, non si comprende immediatamente che
in effetti si tratta sempre della stessa iniziazione
ai misteri, pur celata sotto un nuovo adattamento
richiesto dalle circostanze e dalle "leggi
cicliche"?
(tratto da A proposito dei costruttori del
Medioevo, pubblicato ne Le Voile d'Isis,
gennaio 1927)
Note
1. Ultimamente, abbiamo avuto modo di rilevare,
nella cattedrale di Strasburgo e in altri edifici
dell'Alsazia, un gran numero di marchi di tagliatori
di pietra, i quali risalgono ad epoche diverse, dal
XII secolo fino all'inizio del XVII secolo; fra
questi marchi ve ne sono alcuni molto curiosi, in
particolare abbiamo ritrovato lo swastika, al
quale allude Bédarride, in una delle torrette del
campanile di Strasburgo.
2. Si veda Le Voile d'Isis, febbraio 1929.
(Si tratta dell'art. Il Linguaggio Segreto di
Dante e dei Fedeli d'Amore, oggi raccolto, come
capp. IV e V, in Considerazioni sull'Esoterismo
Cristiano, Arktos, Carmagnola - n.d.t.).
3. I Compagnoni del "Rito di Salomone" hanno
conservato fino ad oggi il ricordo del loro legame
con l'Ordine del Tempio.
4. Questo modo di vedere le cose è, in gran parte,
quello di Aroux e di Rossetti per ciò che riguarda
l'interpretazione di Dante, e lo si riscontra anche
in molti passi della Storia della Magia di
Eliphas Levi.
5. In merito, è molto eloquente l'esempio di certe
organizzazioni musulmane, in cui le preoccupazioni
politiche hanno soffocato, in qualche modo, la
originaria spiritualità.
INDICE
GENERALE primo volume - Articoli: Joseph de Maistre e la
Massoneria. Colonia o Strasburgo?. A proposito dei
Costruttori del Medioevo. Il Compagnonaggio e gli
Zingari. Un nuovo libro sull’Ordine degli Eletti Cohen.
A proposito dei «Rosa-Croce di Lione». A proposito dei
Pellegrinaggi. L’enigma di Martines de Pasqually.
Recensioni di libri. Pubblicate su Le Voile d’Isis:
1929-1930-1932-1933-1935-1936. Pubblicate su
Études Traditionnelles: 1937-1938-1939-1940.
Recensioni di riviste pubblicate su Le Voile d’Isis:
1929; 1930; 1931; 1932; 1933; 1934; 1935; 1936.
Pubblicate su Études Traditionnelles: 1937; 1938;
1939; 1940.
INDICE GENERALE secondo volume - Articoli: Muratori e
Carpentieri. Heredom. Iniziazione femminile e
Iniziazioni di mestiere. Parola perduta e termini
sostituiti. Il Monogramma di Cristo e il Cuore negli
antichi marchi corporativi. A proposito degli antichi
segni corporativi e dei loro significati originari.
Recensioni di libri pubblicate su Études
Traditionnelles: 1946; 1947; 1948; 1950. Recensioni
di riviste pubblicate su Études Traditionnelles:
1945; 1947; 1948; 1949; 1950. Appendice. Articoli: La
Gnosi e la Massoneria. L’Ortodossia massonica. Gli Alti
Gradi massonici. A proposito del Grande Architetto
dell’Universo. Concezioni scientifiche e Ideale
massonico. La Stretta Osservanza e i Superiori
Incogniti. A proposito dei Superiori Incogniti e
dell’Astrale. Alcuni documenti inediti sull’Ordine degli
Eletti Cohen. Recensione pubblicata su La Gnose.
Note pubblicate su The Speculative Mason.