Edizioni Orientamento-Al Qibla per la conoscenza dell’Islam e del Sufismo, e della Tradizione Sacra 

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Laura Veccia Vaglieri: Grammatica teorico-pratica della lingua araba

 

Laura Veccia Vaglieri
Grammatica teorico-pratica della lingua araba (vol. primo)
Parte I°: Lettura e scrittura;
Parte II°: Morfologia e nozioni di sintassi

Roma 2006 (ristampa fotomeccanica), Istituto per l’Oriente, pagg. 576, euro 38,00
(in distribuzione)


Laura Veccia Vaglieri: Grammatica teorico-pratica della lingua araba - euro 38,00

L’Istituito per l’Oriente ripropone giustamente questa fondamentale ‘grammatica’ scritta da Laura Veccia Vaglieri nel 1936, che rifugge grazie a Dio da eccessive semplificazioni e permette di gettare uno sguardo completo sulla lingua araba. Seguendola, lo studente può progredire nella sua conoscenza ‘teorica’ anche senza dover attingere troppo dall’esterno, aiutato in questo dall’impressionante apparato di esercizi (la parte ‘pratica’ di questo testo), che è possibile svolgere progressivamente da soli: e questo è davvero il massimo che può offrire una grammatica.

            Detto questo, e dopo averne elogiato la precisione e la completezza ancora senza eguali, l’unico aspetto criticabile del testo riguarda forse la prima parte, quella nella quale si affronta l’apprendimento delle lettere dell’alfabeto. Nelle condizioni attuali, in cui si ha a che fare con persone che non possono dedicare molto tempo allo studio e non sono immerse in un ambiente arabo (com’era invece il caso dei molti che vivevano al seguito dei colonizzatori italiani, e non solo italiani, sino agli anni ‘50, e che costituivano i destinatari originari di questa grammatica), sarebbe forse necessario ampliare questa parte introduttiva, fornendo anch’essa di un apparato di esercizi che facesse progressivamente avanzare nella conoscenza delle lettere.

            Abbiamo scelto comunque di commercializzare solamente il volume primo (che appunto giudichiamo quasi perfetto nel suo genere) in quanto il secondo, dedicato al “completamento della morfologia e della sintassi”, non pare di particolare utilità. Qui infatti l’estrema precisione dell’autrice, assolutamente necessaria a riguardo degli argomenti citati nel primo volume, pare un peso eccessivo. Le stesse cose che vengono spiegate minuziosamente secondo i criteri della grammatica occidentale, si possono agevolmente studiare su testi arabi più semplici ed efficaci, oppure semplicemente apprendere con l’esperienza.     

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Renato Traini: Vocabolario arabo-italiano

 

 

 

Renato Traini (con la collaborazione di Maria Nallino)
Vocabolario arabo-italiano

Roma 2004 (ristampa fotomeccanica), Istituto per l’Oriente,
pagg. 1763, euro 93,00

(in distribuzione)


Renato Traini: Vocabolario arabo-italiano - euro 93,00


L’Istituto per l’Oriente ristampa in volume unico il ‘Vocabolario arabo-italiano’ redatto dal Traini (che terminò la sua fatica nel 1966), con la collaborazione di Maria Nallino.

            È bene dire sin dall’inizio che si tratta dell’unico vocabolario italiano che risulti veramente utile a coloro che intendono dedicarsi alla traduzione di testi arabi nella nostra lingua. L’arabo infatti per la sua stessa costituzione come lingua sacra richiede una certa ampiezza esplicativa, che renda conto della varietà di significati presenti nelle radici trilittere dalle quali derivano la stragrande maggioranza delle parole. Si deve prendere atto inoltre di come sia illusorio pensare ad una ‘semplificazione’ della lingua araba, che possa permettere di accedere con poco o nessuno sforzo alla sua ricchezza.

            Tale lingua è infatti costruita in una maniera tale da non permettere l’accesso se non dopo un preventivo studio della grammatica, che metta lo studente nella condizione di comprendere perlomeno la più parte delle modificazioni che subisce la radice per dar origine alla parola. Naturalmente, è doveroso notare come in realtà tale particolare costituzione non sia casuale, rientrando in una generale concezione tradizionale secondo la quale lo sforzo e l’orientamento ad un certo obiettivo di conoscenza costituisce già di per sé un’acquisizione, oltre a rappresentare un antefatto necessario per entrare nella comprensione per così dire ‘tecnica’ della sapienza particolare di cui è questione.

            Tornando al nostro ‘Vocabolario arabo-italiano’, esso costituisce, lo ripetiamo, una base necessaria per la traduzione. Tuttavia, come confessa lo stesso Traini nell’introduzione, esso è particolarmente orientato ad una precisa intellezione dell’arabo scritto moderno, e deve molto all’inglese Wehr, del quale costituisce in realtà poco più che una traduzione (o, diciamo meglio, una buona traduzione con diverse aggiunte).

            Questa impostazione costituisce in realtà il limite di questa opera peraltro meritoria: l’arabo scritto moderno (e si intende in special modo il linguaggio giornalistico e politico di oggigiorno, quando non anche le scimmiottature di modalità espressive occidentali) non costituisce infatti, con ogni evidenza, la lingua che esprime ciò che di veramente importante viene veicolato in arabo (anche se è vero che non si deve troppo esagerare la differenza rispetto all’arabo più classico, costituendo tuttora la Lingua Araba un insieme unitario, al di là dello scorrere del tempo). Così, se si deve tradurre un hadith profetico, un testo metafisico o una poesia sapienziale, ci si trova spesso in difficoltà, e si deve necessariamente affiancare al Traini qualche testo straniero più qualificato a proposito; noi consigliamo il francese De Kazimirski (di cui esiste un’edizione contemporanea a cura della Librarie du Liban di Beirut, che spesso si trova nei paesi arabi ad un prezzo contenuto), scritto nel 1860 avendo come base il Lisânu l-’arab di Ibn Manzûr. E in realtà, appena possibile il traduttore dovrà riferirsi a quest’ultimo testo, così come agli altri capolavori dei Maestri della lingua del Corano.

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