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Edizioni Orientamento-Al Qibla per la conoscenza dell’Islam e del Sufismo-Tasawwuf, e della Tradizione Sacra

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 Edizioni Orientamento-Al Qibla
 per la conoscenza dell’Islam e del Tasawwuf, e della Tradizione Sacra
in generale,
letta alla luce della Grazia muhammadiana

 

René Guénon: Il Regno della Quantità e i Segni dei TempiGli argomenti che abbiamo trattato nel corso di questo studio descrivono in generale quelli che, secondo l’espressione evangelica, si possono chiamare i «segni dei tempi», cioè in definitiva i segni precursori della «fine di un mondo» o di un ciclo; questa appare come la «fine del mondo», senza restrizioni né specificazioni di sorta, solo per coloro che non vedono niente oltre i limiti di questo ciclo stesso [...] data l’esistenza di cicli di durata assai diversa contenuti in certo qual modo gli uni negli altri, è un fatto che possono esserci diverse «fini del mondo», e che la stessa nozione può sempre essere analogicamente applicata a tutti i gradi ed a tutti i livelli [...] quella da noi presa in esame qui è incontestabilmente di maggior portata di molte altre, poiché rappresenta la fine di un intero Manvantara, cioè dell’esistenza temporale di quella che si può propriamente chiamare un’umanità: ciò non significa che si tratti della fine dello stesso mondo terrestre, poiché, in virtù del «raddrizzamento» che interviene all’ultimo istante, questa fine diverrà immediatamente l’inizio di un altro Manvantara.

René Guénon: Il Regno della Quantità e i Segni dei Tempi
Adelphi Edizioni, Milano 2009, 270 pagg.,
(in distribuzione) - € 22,00 - ISBN 9788845904790 Ordinazione Libro

Introduzione dell'autore
       Da quando scrivemmo La crise du monde moderne [Paris, 1927] gli avvenimenti non hanno fatto che confermare in pieno e fin troppo rapidamente tutti i punti di vista che allora avevamo esposto a questo proposito, benché ne avessimo parlato astraendoci da ogni preoccupazione di "attualità" immediata, come pure da qualsiasi intenzione di "critica" vana e sterile. è ovvio, in effetti, che considerazioni di questo genere sono valide per noi solo in quanto rappresentano un'applicazione dei principi a circostanze particolari; e facciamo notare per inciso che, se in generale coloro i quali hanno dato il giudizio più corretto sugli errori e le insufficienze proprie della mentalità della nostra epoca si sono limitati ad un atteggiamento del tutto negativo — salvo a scostarsene per proporre rimedi pressoché insignificanti e comunque incapace di arginare il disordine crescente in tutti i campi —, ciò è dovuto al loro disconoscimento dei principi veri, disconoscimento non diverso da quello di chi, al contrario, si ostina ad ammirare il preteso "progresso", nonché ad illudersi sul suo inevitabile risultato. Del resto, anche da un punto di vista del tutto disinteressato e "teorico", non basta denunciare degli errori e mettere in evidenza la loro realtà: questo può essere utile ma quel che è veramente interessante ed istruttivo è spiegarli, cioè ricercare come e perché si sono verificati, in quanto tutto ciò che esiste in un modo o nell'altro, ivi compreso l'errore, ha necessariamente una sua ragion d'essere, per cui anche il disordine deve alla fine trovare il suo posto tra gli elementi dell'ordine universale. Pertanto, anche se il mondo moderno in se stesso rappresenta una anomalia, o meglio una specie di mostruosità, è altrettanto vero che, situato nell'insieme del ciclo storico di cui fa parte, esso corrisponde esattamente alle condizioni di una certa fase di questo ciclo, quella cioè che la tradizione indù definisce come il periodo estremo del Kali Yuga: sono queste condizioni, derivanti dall'andamento stesso della manifestazione ciclica, ad averne determinato i caratteri specifici e, a questo proposito, si può ben dire che l'epoca attuale non poteva essere diversa da quella che effettivamente è. Soltanto, è chiaro che per vedere il disordine come un elemento dell'ordine, o per ricondurre l'errore ad un aspetto parziale e deformato di qualche verità, bisogna elevarsi al di sopra del livello delle contingenze al cui dominio appartengono il disordine e l'errore come tali; e parimenti, per cogliere il vero significato del mondo moderno in conformità alle leggi che regolano lo sviluppo della presente umanità terrestre, bisogna essersi completamente liberati dalla mentalità che specificamente lo caratterizza, e non esserne infirmati ad alcun livello; ciò è tanto più evidente in quanto tale mentalità, per forza di cose e in certo qual modo per definizione, implica una totale ignoranza delle leggi in questione, nonché di tutte le altre verità le quali, derivando in modo più o meno diretto dai principi trascendenti, sono parte essenziale di quella conoscenza tradizionale di cui tutte le concezioni propriamente moderne, consciamente o inconsciamente, non sono che la negazione pura e semplice.
[...]


 

INDICE GENERALE: Introduzione. I - Qualità e quantità. II - «Materia signata quantitate». III - Misura e manifestazione. IV - Quantità spaziale e spazio qualificato. V - Le determinazioni qualitative del tempo. VI - Il principio di individuazione. VII - L'uniformità contro l'unità. VIII - Mestieri antichi e industria moderna. IX - Il doppio senso dell'anonimato. X - L'illusione delle statistiche. XI - Unità e semplicità. XII - L'odio per il segreto. XIII - I postulati del razionalismo. XIV - Meccanicismo e materialismo. XV - L'illusione della «vita ordinaria». XVI - La degenerazione della moneta. XVII - Solidificazione del mondo. XVIII - Mitologia scientifica e volgarizzazione. XIX - I limiti della storia e della geografia. XX - Dalla sfera al cubo. XXI - Caino e Abele. XXII - Significato della metallurgia. XXIII - Il tempo mutato in spazio. XXIV - Verso la dissoluzione. XXV - Le fenditure della Grande Muraglia. XXVI - Sciamanismo e stregoneria. XXVII - Residui psichici. XXVIII - Le tappe dell'azione antitradizionale. XXIX - Deviazione e sovversione. XXX - Il rovesciamento dei simboli. XXXI - Tradizione e tradizionalismo. XXXII - Il neospiritualismo. XXXIII - L'intuizionismo contemporaneo. XXXIV - I misfatti della psicanalisi. XXXV - La confusione tra psichico e spirituale. XXXVI - La pseudo-iniziazione. XXXVII - L'inganno delle profezie. XXXVIII - Dall'antitradizione alla contro-tradizione. XXXIX - La grande parodia o la spiritualità alla rovescia. XL - La fine di un mondo.

 
 
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